La cripto non è né halal né haram «in blocco»: dipende dall'attivo e dal suo utilizzo. Un attivo il cui progetto è lecito, detenuto in una logica d'investimento di lungo termine, senza leva né meccanismi a interesse, è giudicato accettabile da una parte importante dei sapienti contemporanei. Al contrario, la speculazione, lo staking a rendimento garantito e il trading con effetto leva pongono dei problemi. È un tema di ijtihad sul quale i pareri divergono: prevale l'analisi caso per caso.
Pochi temi suscitano tante domande tra gli investitori musulmani quanto la criptovaluta. Bitcoin, Ethereum, stablecoin, staking, DeFi…: il vocabolario è nuovo, la materia evolve rapidamente e i pareri dei sapienti non sono unanimi. Piuttosto che decidere con una parola, questo articolo fornisce la griglia di lettura che permette di valutare da sé la conformità di un attivo o di una pratica — alla luce dei principi della finanza islamica.
Una questione di ijtihad
Prima cosa da porre chiaramente: non esiste un consenso (ijmâ') definitivo sulle criptovalute. La tecnologia è troppo recente e i sapienti la analizzano con quadri differenti. Numerosi sapienti e istituzioni considerano il Bitcoin un bene (mal) scambiabile lecitamente; altri esprimono riserve, spesso legate all'assenza di valore intrinseco, alla volatilità o all'uso massicciamente speculativo che ne viene fatto.
Occorre dunque affrontare il tema con umiltà: questa guida non emette alcuna fatwa. Propone un metodo d'analisi coerente con i principi stabiliti e ricorda che per una decisione che impegna la Sua pratica religiosa, il parere di un sapiente qualificato resta sovrano.
Le tre domande da porsi
Per valutare una criptovaluta o una pratica, il più delle volte bastano tre domande.
1. L'attivo in sé è lecito?
Una criptovaluta è spesso il token di un progetto. Se questo progetto si fonda su un'attività proibita — un protocollo di gioco d'azzardo, una piattaforma di prestito a interesse, un servizio non conforme — il token eredita questa non conformità. Al contrario, una moneta che serve da semplice mezzo di scambio o da riserva di valore, senza attività illecita sottostante, parte da basi migliori.
2. Si tratta di investimento o di speculazione?
È il punto più decisivo. Acquistare un attivo conforme e conservarlo in una logica di lungo termine rientra nell'investimento. Moltiplicare le operazioni di andata e ritorno per approfittare delle variazioni di prezzo, soprattutto con effetto leva, rientra nella speculazione (maysir) e nell'incertezza eccessiva (gharar). La stessa cripto può così essere detenuta in modo difendibile… oppure negoziata in modo problematico. La distinzione chiave è quella tra investire e scommettere.
3. Esiste un meccanismo a interesse (riba)?
Molti prodotti dell'ecosistema cripto promettono un «rendimento»: staking a tasso garantito, prestito di token, conti remunerati, protocolli di lending. Quando un rendimento fisso è garantito su un capitale immobilizzato, si ritrova la logica del riba, da evitare. La leva e i contratti a termine (futures) aggiungono a loro volta interesse implicito e speculazione.
Non tutto lo staking si equivale. Un rendimento fisso e garantito su token bloccati è spesso assimilato al riba. Alcune forme di partecipazione alla messa in sicurezza di una rete — che remunerano un servizio reale e un rischio condiviso — sono invece analizzate diversamente da una parte dei sapienti. Nel dubbio, scarti ciò che viene presentato come un «rendimento garantito».
Imparare a valutare un attivo da sé?
La formazione ALG Club Le fornisce la griglia per valutare una criptovaluta alla luce dei principi di conformità — senza gergo, e adattata alla Svizzera. Lei la applica poi alle Sue posizioni, in autonomia.
Scoprire la formazioneBitcoin, Ethereum, stablecoin… caso per caso
Applichiamo la griglia ai casi più frequenti:
- Bitcoin — mezzo di scambio e riserva di valore, senza attività sottostante illecita: giudicato accettabile da una parte importante dei sapienti, se detenuto senza leva né interessi.
- Ethereum e grandi piattaforme — la moneta in sé è spesso trattata come un attivo di utilità; la vigilanza riguarda gli utilizzi (staking garantito, DeFi a interesse) più che la detenzione.
- Stablecoin — utili come liquidità, ma attenzione a quelli che distribuiscono un interesse o sono garantiti da strumenti fruttiferi di interessi.
- Token di progetti non conformi — gioco d'azzardo, prestito a interesse, contenuti per adulti: non conformi, perché finanziano un'attività proibita.
- Meme coin e attivi puramente speculativi — senza utilità né valore reale, si avvicinano alla scommessa: da scartare.
Investire in cripto in modo conforme
Se si sceglie di dedicarvi una parte del proprio patrimonio, si impongono alcuni principi di buon senso:
- Privilegiare attivi dal progetto lecito e dall'utilità reale.
- Adottare una logica d'investimento, non di trading — conservare, non scommettere.
- Evitare la leva, i futures, il prestito e lo staking a rendimento garantito.
- Purificare ogni provento non conforme eventualmente percepito.
- Conoscere la volatilità: è elevata, ed è un parametro da comprendere prima di ogni decisione.
Cripto, zakat e fiscalità svizzera
Due punti pratici spesso dimenticati. Anzitutto la zakat: secondo il parere maggioritario, le criptovalute detenute rientrano nella base di calcolo della zakat, determinata sul loro valore di mercato alla scadenza annuale. Poi la fiscalità: in Svizzera le criptovalute sono considerate elementi della sostanza, da dichiarare e soggetti all'imposta sulla sostanza; per un investitore privato gli utili in capitale sono in linea di principio esenti, ma regole particolari si applicano ai profili qualificati come professionali. Questo quadro merita di essere verificato per la Sua situazione.
ALG Club non dispone di un comitato di supervisione sharia formale e non emette fatwa. Questo articolo presenta con onestà le diverse analisi dei sapienti e si fonda sui principi riconosciuti. Su un tema di ijtihad come la cripto, prevalgono la prudenza e il parere di un sapiente qualificato.
Questo contenuto è fornito a titolo educativo e non costituisce una fatwa: poiché le questioni di conformità presentano divergenze tra le scuole giuridiche, spetta a ciascuno rivolgersi a un'autorità religiosa competente per la propria situazione. Non costituisce nemmeno una raccomandazione di acquisto o di vendita.