Cambiare 3o pilastro: trasferire o disdire?

Guida pratica · di Ahmed & Hassan Al Gizani
La risposta, in breve

Cambiare terzo pilastro non significa la stessa cosa a seconda della forma del contratto. Un conto o un 3a in titoli presso una fondazione bancaria si trasferisce liberamente a un'altra istituzione, senza imposte e senza perdita. Una polizza assicurativa 3a, invece, offre soltanto due sbocchi: la liberazione dal pagamento dei premi, oppure la disdetta con trasferimento del valore di riscatto, che nei primi anni è spesso inferiore ai premi versati. In tutti i casi il denaro resta nel sistema della previdenza vincolata.

Di solito la domanda arriva tardi: il contratto è firmato da anni e solo allora si scopre che cosa contiene. Rendimento, livello dei costi, scelta dei supporti, ampiezza della copertura: alla firma questi punti non sempre vengono esaminati. Cambiare terzo pilastro diventa allora un'opzione da valutare, ma se l'operazione è fatta nell'ordine sbagliato costa cara. Questa guida descrive le tre vie possibili, che cosa comporta ciascuna e come scegliere.

Perché voler cambiare 3o pilastro?

Quattro motivi ricorrono, spesso combinati tra loro.

Su quest'ultimo punto serve una precisazione: cambiare istituto non sempre è necessario. Un 3a in titoli i cui fondi non sono filtrati si corregge il più delle volte senza lasciare la fondazione, semplicemente cambiando la selezione dei supporti. Il confronto 3o pilastro banca o assicurazione mostra in dettaglio che cosa si può correggere e che cosa no.

Si può trasferire un 3a bancario?

Sì, ed è l'operazione più semplice fra quelle descritte in questa guida. Il trasferimento di un conto o di un 3a in titoli a un'altra istituzione di previdenza riconosciuta ai sensi dell'OPP 3 (RS 831.461.3) avviene su semplice richiesta scritta.

Ciò che occorre sapere:

Da ricordare

Per un 3a bancario, cambiare terzo pilastro è una formalità amministrativa senza costo fiscale. Il solo rischio è lo scarto di mercato durante il trasferimento: trascurabile su un orizzonte previdenziale, ma da tenere presente se gli importi sono elevati.

Che cosa succede quando si disdice una polizza assicurativa 3a?

Le brutte sorprese arrivano soprattutto qui. Un'assicurazione sulla vita vincolata funziona in modo diverso da un conto: è un contratto di lungo termine i cui costi di acquisizione sono ammortizzati in via prioritaria sui primi premi. Se disdice presto, recupera quindi un valore di riscatto sensibilmente inferiore al totale di quanto Lei ha versato.

Due precisazioni giuridiche utili. Da un lato, le condizioni di riscatto e di trasformazione di un'assicurazione sulla vita sono rette dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA, RS 221.229.1), in particolare dal suo articolo 90, e dalle condizioni generali del Suo contratto, che prevalgono su qualsiasi indicazione generale letta altrove. Dall'altro, il valore di riscatto di un 3a non Le viene versato in contanti: è trasferito a un'altra forma riconosciuta di previdenza vincolata. Il capitale resta vincolato fino alle condizioni di prelievo previste dalla legge.

Conviene quindi chiedere per iscritto il valore di riscatto attuale, confrontarlo con il totale dei premi versati e paragonare questa cifra con ciò che un 3a in titoli conforme può produrre nella durata residua. La decisione va presa su questi numeri.

Che cos'è la liberazione dal pagamento dei premi?

È la terza via, e la meno conosciuta. Anziché disdire, si chiede la trasformazione del contratto in polizza liberata dal pagamento dei premi: Lei cessa di versare, il contratto sussiste con prestazioni ridotte, e il valore acquisito resta investito fino alla scadenza.

Il vantaggio è immediato: Lei smette di alimentare un contratto che non Le conviene più, senza subire subito la perdita di un valore di riscatto basso. I versamenti futuri vanno allora a un 3a in titoli costruito correttamente. Questa via presuppone però che il contratto abbia già acquisito un valore sufficiente e che le condizioni generali la prevedano: sono due punti da verificare con la compagnia prima di decidere.

Confronto delle tre opzioni

La tabella seguente riassume che cosa comporta, in pratica, ciascuna via.

OpzioneChe cosa succedeCosto reale
Trasferimento (3a bancario)Il capitale va verso un'altra fondazione di previdenza riconosciuta, contratto chiuso presso il vecchio istituto.Nessuna imposta, eventuali costi di uscita dal fondo e qualche giorno fuori mercato. Basso
Liberazione dai premi (polizza)I versamenti cessano, il contratto sussiste con prestazioni ridotte fino alla scadenza.Prestazioni ridotte, ma nessuna perdita incassata immediatamente. Moderato
Disdetta (polizza)Il contratto si estingue, il valore di riscatto è trasferito verso un'altra forma di previdenza vincolata.Scarto, a volte importante, tra premi versati e valore di riscatto. Elevato nei primi anni
Non fare nullaIl contratto prosegue tale e quale, premi compresi.Costo invisibile: rendimento e conformità invariati per tutta la durata residua. Da quantificare
Albero decisionale per cambiare terzo pilastro: un conto o un 3a in titoli si trasferisce liberamente, mentre una polizza assicurativa porta a scegliere tra liberazione dal pagamento dei premi e disdetta con trasferimento del valore di riscatto.
La forma del contratto determina gli sbocchi possibili e l'ordine in cui esaminarli.

Confrontare le tre vie senza fretta

Trasferimento, liberazione dal pagamento dei premi, disdetta: ogni opzione ha un suo costo e una sua logica. Un esperto ALG Club le esamina con Lei su criteri verificabili prima di qualsiasi decisione, senza prodotti da vendere né sottoscrizioni. Il primo colloquio è senza impegno.

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Quale opzione per quale situazione?

Tre casi tipici coprono la maggior parte delle situazioni che incontriamo.

Un conto 3a remunerato

È il caso più semplice. Si trasferisce il conto a una fondazione che propone un 3a in titoli, si scelgono fondi filtrati secondo i rapporti AAOIFI, e la questione è risolta, senza perdite né imposte. È anche un buon momento per esaminare un'eventuale possibilità di riscatto retroattivo sugli anni non coperti da contributi.

Una polizza recente, meno di cinque anni

Il valore di riscatto è probabilmente molto inferiore ai premi versati. Conviene esaminare per prima la liberazione dal pagamento dei premi, che interrompe i versamenti senza rendere effettiva la perdita. I versamenti futuri possono allora andare a un contratto conforme ai Suoi criteri.

Una polizza vecchia, ampiamente ammortizzata

Il valore di riscatto ha raggiunto, o perfino superato, il totale dei premi. A questo punto la disdetta con trasferimento si può giustificare anche sul piano economico, e resta da decidere l'allocazione per i venti o trent'anni rimanenti.

Le regole da conoscere prima di firmare qualsiasi cosa

Prima di decidere di cambiare terzo pilastro, conviene tenere presenti quattro punti.

Infine, cambiare terzo pilastro non è mai urgente. Una polizza poco adatta costa cara, ma una disdetta decisa in tre giorni spesso costa di più. L'ordine da seguire è sempre lo stesso: quantificare, confrontare, mettere al sicuro la nuova soluzione e soltanto dopo disdire. La nostra guida al 3o pilastro halal spiega in dettaglio i criteri per scegliere i supporti in seguito.

Domande frequenti

Per un conto o un 3a in titoli presso una fondazione bancaria, sì: il trasferimento verso un'altra istituzione di previdenza riconosciuta è possibile in qualsiasi momento, senza conseguenze fiscali e senza perdita di capitale. Per una polizza assicurativa 3a è più vincolante: occorre passare dalla disdetta o dalla trasformazione del contratto, con le conseguenze finanziarie che ne derivano.

No, non in contanti. Il capitale del pilastro 3a resta vincolato fino alle condizioni di prelievo previste dalla legge. In caso di disdetta di una polizza, il valore di riscatto non viene versato sul Suo conto corrente: è trasferito verso un'altra forma riconosciuta di previdenza vincolata, conto bancario 3a o nuovo contratto d'assicurazione.

Perché i costi di acquisizione del contratto (provvigioni di distribuzione, spese amministrative, costo della copertura di rischio) sono ammortizzati in via prioritaria sui primi premi. Spesso occorrono diversi anni prima che il valore di riscatto raggiunga il totale dei premi versati. Per questo non conviene mai disdire senza aver chiesto la cifra esatta per iscritto.

È la trasformazione del contratto in polizza cosiddetta liberata: Lei smette di pagare i premi, il contratto resta in vigore con prestazioni ridotte, e il valore acquisito continua a esistere fino alla scadenza. È la via di mezzo tra continuare e disdire: Lei smette di alimentare un contratto non conforme senza subire subito la perdita di un valore di riscatto basso.

No. Un trasferimento tra istituzioni di previdenza riconosciute non è un prelievo: non vi è alcuna imposizione, alcuna dichiarazione particolare e alcun impatto sulle deduzioni già ottenute. Soltanto l'uscita effettiva dal sistema della previdenza vincolata fa scattare l'imposizione, a un'aliquota ridotta e separata dal resto del reddito.

Non sempre. Un 3a in titoli presso una fondazione bancaria si può spesso rendere conforme senza cambiare istituto, modificando i fondi selezionati. Cambiare istituzione diventa necessario soltanto se l'istituto non propone alcun supporto accettabile, oppure nel caso di una polizza assicurativa, che pone un problema per la sua stessa natura.

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