Cambiare terzo pilastro non significa la stessa cosa a seconda della forma del contratto. Un conto o un 3a in titoli presso una fondazione bancaria si trasferisce liberamente a un'altra istituzione, senza imposte e senza perdita. Una polizza assicurativa 3a, invece, offre soltanto due sbocchi: la liberazione dal pagamento dei premi, oppure la disdetta con trasferimento del valore di riscatto, che nei primi anni è spesso inferiore ai premi versati. In tutti i casi il denaro resta nel sistema della previdenza vincolata.
Di solito la domanda arriva tardi: il contratto è firmato da anni e solo allora si scopre che cosa contiene. Rendimento, livello dei costi, scelta dei supporti, ampiezza della copertura: alla firma questi punti non sempre vengono esaminati. Cambiare terzo pilastro diventa allora un'opzione da valutare, ma se l'operazione è fatta nell'ordine sbagliato costa cara. Questa guida descrive le tre vie possibili, che cosa comporta ciascuna e come scegliere.
Perché voler cambiare 3o pilastro?
Quattro motivi ricorrono, spesso combinati tra loro.
- Il rendimento. Un conto 3a remunerato rende per sua natura meno dell'inflazione. Su trent'anni, lo scarto con un 3a investito finisce per rappresentare la parte più grande del capitale finale.
- I costi. In una polizza sono incorporati nel premio e raramente leggibili. In un fondo di previdenza si esprimono in percentuale annua, confrontabile da un istituto all'altro.
- La rigidità. Un premio annuo fissato per vent'anni si adatta male a un cambiamento di situazione, come la perdita del lavoro, la partenza per l'estero o il passaggio a un'attività indipendente.
- La conformità. È il motivo per cui ci contattano più spesso su questo tema: un contratto che versa un interesse, o le cui riserve sono investite in obbligazioni, non può essere reso conforme dall'interno.
Su quest'ultimo punto serve una precisazione: cambiare istituto non sempre è necessario. Un 3a in titoli i cui fondi non sono filtrati si corregge il più delle volte senza lasciare la fondazione, semplicemente cambiando la selezione dei supporti. Il confronto 3o pilastro banca o assicurazione mostra in dettaglio che cosa si può correggere e che cosa no.
Si può trasferire un 3a bancario?
Sì, ed è l'operazione più semplice fra quelle descritte in questa guida. Il trasferimento di un conto o di un 3a in titoli a un'altra istituzione di previdenza riconosciuta ai sensi dell'OPP 3 (RS 831.461.3) avviene su semplice richiesta scritta.
Ciò che occorre sapere:
- Nessuna imposizione. Un trasferimento non è un prelievo: non fa scattare né l'imposta sulle prestazioni in capitale, né la rimessa in discussione delle deduzioni passate.
- Il trasferimento riguarda in linea di principio la totalità del conto. Un contratto 3a non si divide a metà percorso; nulla impedisce invece di aprire un secondo contratto in parallelo per i versamenti futuri.
- I titoli sono generalmente venduti e poi riacquistati. Il trasferimento avviene il più delle volte in liquidità, il che espone a qualche giorno fuori mercato e, se del caso, a costi di uscita dal fondo.
- I termini variano da qualche giorno a diverse settimane a seconda degli istituti.
Per un 3a bancario, cambiare terzo pilastro è una formalità amministrativa senza costo fiscale. Il solo rischio è lo scarto di mercato durante il trasferimento: trascurabile su un orizzonte previdenziale, ma da tenere presente se gli importi sono elevati.
Che cosa succede quando si disdice una polizza assicurativa 3a?
Le brutte sorprese arrivano soprattutto qui. Un'assicurazione sulla vita vincolata funziona in modo diverso da un conto: è un contratto di lungo termine i cui costi di acquisizione sono ammortizzati in via prioritaria sui primi premi. Se disdice presto, recupera quindi un valore di riscatto sensibilmente inferiore al totale di quanto Lei ha versato.
Due precisazioni giuridiche utili. Da un lato, le condizioni di riscatto e di trasformazione di un'assicurazione sulla vita sono rette dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA, RS 221.229.1), in particolare dal suo articolo 90, e dalle condizioni generali del Suo contratto, che prevalgono su qualsiasi indicazione generale letta altrove. Dall'altro, il valore di riscatto di un 3a non Le viene versato in contanti: è trasferito a un'altra forma riconosciuta di previdenza vincolata. Il capitale resta vincolato fino alle condizioni di prelievo previste dalla legge.
Conviene quindi chiedere per iscritto il valore di riscatto attuale, confrontarlo con il totale dei premi versati e paragonare questa cifra con ciò che un 3a in titoli conforme può produrre nella durata residua. La decisione va presa su questi numeri.
Che cos'è la liberazione dal pagamento dei premi?
È la terza via, e la meno conosciuta. Anziché disdire, si chiede la trasformazione del contratto in polizza liberata dal pagamento dei premi: Lei cessa di versare, il contratto sussiste con prestazioni ridotte, e il valore acquisito resta investito fino alla scadenza.
Il vantaggio è immediato: Lei smette di alimentare un contratto che non Le conviene più, senza subire subito la perdita di un valore di riscatto basso. I versamenti futuri vanno allora a un 3a in titoli costruito correttamente. Questa via presuppone però che il contratto abbia già acquisito un valore sufficiente e che le condizioni generali la prevedano: sono due punti da verificare con la compagnia prima di decidere.
Confronto delle tre opzioni
La tabella seguente riassume che cosa comporta, in pratica, ciascuna via.
| Opzione | Che cosa succede | Costo reale |
|---|---|---|
| Trasferimento (3a bancario) | Il capitale va verso un'altra fondazione di previdenza riconosciuta, contratto chiuso presso il vecchio istituto. | Nessuna imposta, eventuali costi di uscita dal fondo e qualche giorno fuori mercato. Basso |
| Liberazione dai premi (polizza) | I versamenti cessano, il contratto sussiste con prestazioni ridotte fino alla scadenza. | Prestazioni ridotte, ma nessuna perdita incassata immediatamente. Moderato |
| Disdetta (polizza) | Il contratto si estingue, il valore di riscatto è trasferito verso un'altra forma di previdenza vincolata. | Scarto, a volte importante, tra premi versati e valore di riscatto. Elevato nei primi anni |
| Non fare nulla | Il contratto prosegue tale e quale, premi compresi. | Costo invisibile: rendimento e conformità invariati per tutta la durata residua. Da quantificare |
Confrontare le tre vie senza fretta
Trasferimento, liberazione dal pagamento dei premi, disdetta: ogni opzione ha un suo costo e una sua logica. Un esperto ALG Club le esamina con Lei su criteri verificabili prima di qualsiasi decisione, senza prodotti da vendere né sottoscrizioni. Il primo colloquio è senza impegno.
Parlare con un espertoQuale opzione per quale situazione?
Tre casi tipici coprono la maggior parte delle situazioni che incontriamo.
Un conto 3a remunerato
È il caso più semplice. Si trasferisce il conto a una fondazione che propone un 3a in titoli, si scelgono fondi filtrati secondo i rapporti AAOIFI, e la questione è risolta, senza perdite né imposte. È anche un buon momento per esaminare un'eventuale possibilità di riscatto retroattivo sugli anni non coperti da contributi.
Una polizza recente, meno di cinque anni
Il valore di riscatto è probabilmente molto inferiore ai premi versati. Conviene esaminare per prima la liberazione dal pagamento dei premi, che interrompe i versamenti senza rendere effettiva la perdita. I versamenti futuri possono allora andare a un contratto conforme ai Suoi criteri.
Una polizza vecchia, ampiamente ammortizzata
Il valore di riscatto ha raggiunto, o perfino superato, il totale dei premi. A questo punto la disdetta con trasferimento si può giustificare anche sul piano economico, e resta da decidere l'allocazione per i venti o trent'anni rimanenti.
Le regole da conoscere prima di firmare qualsiasi cosa
Prima di decidere di cambiare terzo pilastro, conviene tenere presenti quattro punti.
- Il denaro non esce. Disdire una polizza 3a non rende il capitale disponibile: passa da un'istituzione riconosciuta a un'altra. I casi di prelievo anticipato sono elencati in modo esaustivo dalla legge.
- La copertura scompare con il contratto. Se la polizza prevedeva un esonero dal pagamento dei premi in caso di incapacità di guadagno o un capitale in caso di decesso, questa protezione si estingue. Se il bisogno è reale va sostituita, idealmente con un'assicurazione di puro rischio sottoscritta separatamente.
- Lo stato di salute conta. Una nuova copertura presuppone una nuova dichiarazione di salute, con il rischio di esclusione o di soprappremio. Non disdica mai una copertura prima che la successiva sia accettata per iscritto.
- La deduzione fiscale resta identica. Cambiare terzo pilastro non ha alcun effetto sul limite annuo, che per un dipendente affiliato a una cassa pensioni è di 7'258 franchi, come ricorda l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. Il nostro calcolatore di risparmio d'imposta calcola il guadagno annuo secondo il Suo cantone, e il nostro comparatore di 3o pilastro colloca il Suo contratto attuale in sei domande.
Infine, cambiare terzo pilastro non è mai urgente. Una polizza poco adatta costa cara, ma una disdetta decisa in tre giorni spesso costa di più. L'ordine da seguire è sempre lo stesso: quantificare, confrontare, mettere al sicuro la nuova soluzione e soltanto dopo disdire. La nostra guida al 3o pilastro halal spiega in dettaglio i criteri per scegliere i supporti in seguito.