Gli interessi versati da una banca su un conto sono riba: è la posizione delle istanze di riferimento dalla risoluzione dell'Accademia internazionale di fiqh islamico del 1985. Averli percepiti non rende illecito il capitale, ma l'interesse stesso non deve essere conservato. La posizione maggioritaria è di disfarsene dandolo a persone nel bisogno o a una causa di pubblica utilità, senza attendersene ricompensa. In Svizzera l'importo da purificare è l'interesse lordo, prima dell'imposta preventiva del 35 %, poiché questa è rimborsata o computata. Per il futuro, la soluzione consiste nel preferire un conto non remunerato e nel tenere in liquidità solo ciò che è utile.
La maggior parte dei musulmani in Svizzera ha interessi bancari senza averli cercati: un conto di risparmio aperto da adolescenti, un conto 3a, una garanzia della pigione bloccata su un conto, un interesse accreditato dall'amministrazione fiscale su acconti. Gli importi sono spesso modesti, soprattutto da quando la Banca nazionale svizzera ha riportato il suo tasso guida allo 0 % nel 2025. La domanda si ripropone comunque ogni anno, al momento di compilare la dichiarazione d'imposta.
Questa guida risponde a tre domande: perché questi interessi sono riba, come calcolare e purificare ciò che è stato percepito, e come organizzare i propri conti per non percepirne più. Si basa sulle posizioni delle istanze di riferimento e sul quadro fiscale svizzero.
Gli interessi bancari sono riba?
Sì, secondo la posizione costante delle istanze di riferimento. Un deposito su un conto bancario è giuridicamente un prestito del cliente alla banca, che può disporre del denaro e si impegna a restituirlo. L'interesse che versa è un'eccedenza fissata in anticipo su questo prestito: è la definizione stessa del riba.
L'Accademia internazionale di fiqh islamico lo ha affermato nella sua risoluzione n. 10, adottata a Gedda nel dicembre 1985: ogni eccedenza su un debito, in contropartita di una dilazione, è riba, e l'interesse bancario ne fa parte, che sia alto o basso, e che il prestito serva al consumo o alla produzione. Il basso livello dei tassi non cambia dunque nulla alla qualifica: lo 0,1 % resta un interesse. La nostra guida su investire senza riba illustra i fondamenti del divieto.
Occorre distinguere questa questione da quella della purificazione dei dividendi. Un dividendo remunera la detenzione di una quota d'impresa; solo la piccola parte proveniente da attività non conformi è da scartare, ciò che il nostro calcolatore di purificazione permette di stimare. Un interesse bancario, invece, va purificato interamente.
Dove si nascondono gli interessi in un patrimonio svizzero?
Più spesso di quanto si pensi. Le fonti più comuni:
- Il conto di risparmio, remunerato anche minimamente. È la fonte più evidente.
- Il conto privato o conto corrente, talvolta remunerato di qualche centesimo di punto percentuale.
- Il conto 3a bancario, la cui remunerazione è un interesse. Le soluzioni di previdenza in titoli permettono di evitarlo, come spieghiamo nella nostra guida sul terzo pilastro halal.
- Il conto di garanzia della pigione, aperto a nome dell'inquilino e bloccato per la durata della locazione, che produce interessi.
- L'interesse rimuneratorio che alcune amministrazioni fiscali cantonali accreditano sugli acconti d'imposta versati in anticipo.
- Il conto di libero passaggio, su cui è depositato un avere di previdenza professionale tra due impieghi, quando è remunerato con un interesse.
L'avere di vecchiaia della previdenza professionale obbligatoria, remunerato con un tasso minimo fissato dalla Confederazione, pone una questione distinta: non è né scelto né disponibile, e il suo trattamento è oggetto di posizioni diverse tra i sapienti.
Che fare del denaro degli interessi?
La posizione maggioritaria dei sapienti contemporanei è di disfarsene: togliere l'importo percepito dal proprio patrimonio e darlo a persone nel bisogno o a una causa di pubblica utilità. Questo dono non è un'elemosina in senso religioso, e non conta come zakat: non si dà ciò che non ci appartiene, ce ne si separa. Si fa senza attendersene ricompensa.
Due punti sono oggetto di pareri divergenti:
- Lasciare l'interesse alla banca. Alcuni lo hanno consigliato in passato; la maggior parte dei sapienti oggi raccomanda invece di ritirarlo e di darlo, piuttosto che lasciarne approfittare la banca.
- Utilizzare l'interesse per pagare un onere. Una minoranza ammette di destinarlo a spese bancarie o all'imposta riscossa su questo stesso interesse. La posizione più prudente consiste nel dare l'intero importo lordo.
Il capitale, invece, resta lecito: il deposito era Suo, solo l'eccedenza è in causa. E non si tratta di colpevolizzarsi per il passato: si purifica ciò che è stato percepito, poi si organizzano i conti per non percepirne più.
Come calcolare in Svizzera l'importo da purificare?
Il documento di riferimento è l'attestazione fiscale annuale, o attestazione degli interessi, che la banca invia a inizio anno per la dichiarazione d'imposta. Indica, conto per conto, l'interesse lordo accreditato e l'eventuale imposta preventiva trattenuta. Lo stesso importo figura nell'elenco dei titoli della dichiarazione.
L'imposta preventiva si calcola così: la banca trattiene il 35 % dell'interesse e lo versa alla Confederazione, ma solo se l'interesse accreditato su un conto supera 200 franchi per anno civile, in virtù dell'articolo 5 della legge federale sull'imposta preventiva. Il contribuente che dichiara correttamente i propri redditi la recupera poi, tramite rimborso o computo. Fa quindi parte dell'interesse percepito, e l'importo da purificare è l'interesse lordo.
| Esempio | Conto A · Conto B |
|---|---|
| Avere medio | A: 40'000 CHF. B: 80'000 CHF. |
| Tasso applicato | A e B: 0,4 % all'anno. |
| Interesse lordo dell'anno | A: 160 CHF. B: 320 CHF. |
| Imposta preventiva trattenuta | A: nessuna, l'interesse non supera 200 CHF. B: 112 CHF, ossia il 35 %, recuperati tramite la dichiarazione. |
| Importo accreditato sul conto | A: 160 CHF. B: 208 CHF. |
| Importo da purificare | A: 160 CHF. B: 320 CHF, l'interesse lordo. |
Quando non si dispone più delle attestazioni di anni passati, i sapienti ammettono una stima ragionevole, basata sui saldi e sui tassi dell'epoca, arrotondando per eccesso.
L'imposta preventiva non è una perdita: Le viene restituita. L'importo da purificare è quindi l'interesse lordo, così come figura sull'attestazione fiscale della banca, e non l'importo netto accreditato sul conto.
Bisogna chiudere il proprio conto di risparmio?
Non è necessario lasciare la propria banca. Basta, il più delle volte, trasferire il risparmio su un conto non remunerato: un conto privato senza interessi, o un conto per cui si chiede la soppressione della remunerazione. La maggior parte dei sapienti raccomanda di non aprire consapevolmente un conto remunerato con l'intenzione di purificare poi gli interessi: la purificazione ripara, non serve da metodo.
Per la garanzia della pigione esistono alternative al deposito bancario, come la fideiussione di una società di garanzia; hanno un costo annuo, ma nessun interesse da percepire. Per il terzo pilastro, la questione si risolve scegliendo una soluzione in titoli conformi piuttosto che un conto 3a remunerato.
Che fare del risparmio che dorme?
Una volta scartati gli interessi, il denaro depositato su un conto non rende più nulla, e l'inflazione ne riduce il potere d'acquisto. Il nostro calcolatore dell'impatto dell'inflazione permette di misurare questo costo. La risposta non è tornare al conto di risparmio, ma distinguere due riserve:
- Una riserva di sicurezza, dell'ordine di tre-sei mesi di spese, che resta disponibile su un conto non remunerato. Serve ad assorbire gli imprevisti.
- Il risparmio a lungo termine, che può essere investito in attivi conformi: ETF halal, azioni filtrate o oro detenuto in piena proprietà. La nostra guida per investire 10'000 CHF in modo halal ne descrive l'ordine delle tappe.
Questo risparmio investito rientra poi nella base della zakat, secondo il metodo che illustriamo nella nostra guida sulla zakat sugli investimenti.
E gli interessi che si pagano?
Il divieto del riba riguarda tanto l'interesse pagato quanto quello percepito: secondo un hadith riportato da Muslim, il Profeta ﷺ ha maledetto chi consuma il riba, chi lo versa, chi lo registra e i suoi due testimoni. La questione si pone quindi anche per i crediti al consumo, le carte di credito il cui saldo non è pagato, le ipoteche e i leasing. Richiede risposte proprie, che affrontiamo nelle nostre guide sul leasing halal e sull'acquisto di oro a rate.
Gli errori più frequenti
Dipendono soprattutto da riflessi contabili, più che da questioni di fondo.
Purificare l'importo netto
L'imposta preventiva del 35 % è rimborsata o computata: fa parte dell'interesse. È l'importo lordo dell'attestazione fiscale a dover essere purificato.
Contare la purificazione come zakat
Dare interessi non significa adempiere alla zakat, che si calcola su un patrimonio lecito. Le due operazioni restano distinte.
Dimenticare i conti secondari
Garanzia della pigione, conto 3a, conto di un figlio, interesse rimuneratorio del fisco: anche questi interessi figurano sulle attestazioni e nella dichiarazione.
Trascurare i piccoli importi
Qualche franco di interesse resta un interesse. La semplicità del calcolo è una ragione in più per farlo ogni anno.
Lasciare il risparmio inattivo per timore del riba
Evitare l'interesse non significa rinunciare a far fruttare il proprio risparmio: esistono investimenti conformi, e anche l'inflazione costa.
Gli interessi bancari sono dunque uno dei punti di conformità più semplici da regolare: si identifica ciò che è stato percepito grazie all'attestazione fiscale, si purifica l'importo lordo, poi si organizzano i conti perché la questione non si ponga più. Il tempo dedicato a verificare i propri conti una volta all'anno è il prezzo di un patrimonio interamente conforme.
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Parlare con un espertoQuesto contenuto è fornito a titolo educativo da ALG Club. Non costituisce né una fatwa, né una consulenza fiscale, né una prestazione di servizio finanziario ai sensi della LSerFi. Poiché le questioni di conformità presentano divergenze tra le scuole giuridiche, spetta a ciascuno rivolgersi a un'autorità religiosa qualificata per la propria situazione. Per l'imposta preventiva e la dichiarazione fa stato l'amministrazione fiscale del Suo cantone.